SCADE L’ACCORDO CON I CAF: DA OTTOBRE ISEE A RISCHIO


Isee a rischio dal 1° ottobre. I Caf, che da soli gestiscono oltre il 90% delle pratiche Isee, potrebbero bloccare il servizio già da questa settimana.
Scade infatti venerdì 30 settembre la convenzione che regola i rapporti tra i centri di assistenza fiscale e Inps per elaborare l'’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), ovvero il documento che indica la situazione patrimoniale del nucleo familiare e dà accesso a tariffe agevolate per molti servizi pubblici.
Senza la convenzione, viene meno la possibilità stessa per i Caf di prestare l’assistenza a compilare le Dsu (dichiarazioni sostitutive uniche), ovvero la fotografia del reddito familiare sulla base della quale poi l’ente di previdenza elabora l’Isee vero e proprio. «C’è un problema di garanzie per la privacy – sottolinea Massimo Bagnoli, coordinatore insieme con Mauro Soldini della consulta dei Caf: senza una convenzione valida i nostri centri non sono più autorizzati a raccogliere i dati sensibili dei contribuenti e a trattarli per conto dell'Inps». Con le nuove regole di compilazione dell’Isee (scattate dal 2015) i Caf,infatti, ricevono dal contribuente le informazioni su reddito e patrimonio di tutto il nucleo familiare, lo assistono nella elaborazione della Dsu che viene inviata all’Inps. L’ente poi effettua alcune verifiche sulle banche dati ed elabora l’indicatore. In base alla fascia di reddito, il contribuente ottiene riduzioni sulle tariffe di mense scolastiche, tasse universitarie o agevolazioni sociali.
L’accordo, valido per tutto il 2015, era già stato prorogato due volte quest’anno (a gennaio e a marzo) fino, appunto, alla scadenza di settembre. Ma stavolta la situazione è più complessa. I Caf temono infatti che il boom delle richieste di Isee abbia di fatto già esaurito il plafond di 76 milioni a disposizione dell’Inps per remunerare il servizio. Secondo le loro stime gli Isee richiesti quest’anno sono il 25% in più rispetto al 2015 . «A settembre – aggiunge Soldini abbiamo già toccato la punta di 4,5 milioni di pratiche, lo stesso numero di tutto il 2015».
Questi poi sono giorni “caldi” : oltre all’Isee per le tasse universitarie dal 2 settembre si è aggiunto quelle necessario per ottenere l’assegno del Sia (sostegno inclusione attiva).
Martedì la consulta dei Caf ha scritto a scritto a ministero del Lavoro e Inps chiedendo una rapida soluzione. La decisione sullo stop totale, però, è affidata all’assemblea dei soci Caf, convocata per il 4 ottobre. «Ma nel frattempo – avvertono i coordinatori ogni società può decidere in modo autonomo di cautelarsi e sospendere l’assistenza».

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